Integrazione organizzativa e integrazione dei Servizi socio-sanitari nella Regione Veneto

L’emergenza sanitaria COVID-19, che stiamo vivendo, con il conseguente sovraccarico sulla capacità delle strutture ambulatoriali, dei Dipartimenti di Emergenza (DE), degli Ospedali e delle Unità di Terapia Intensiva, oltre alle carenze critiche di personale, spazio e materiale sanitario, ha evidenziato la necessità di programmare, con un’adeguata flessibilità, gli interventi sanitari e di monitorare le prestazioni erogate all’interno dei vari sistemi sanitari regionali. Inoltre, ha posto l’attenzione sulle attuali carenze dell’integrazione socio sanitaria e sulle criticità dei percorsi dei pazienti dall’ospedale al territorio, evidenziando la necessità di superare la logica di una mera standardizzazione degli interventi assistenziali a favore del riconoscimento dei bisogni specifici di pazienti sempre più complessi e, proprio
per questo, necessitanti di una programmazione sanitaria integrata e mirata. La valutazione del fabbisogno associata al livello di copertura dei servizi rappresenta, ora più che mai, un passo imprescindibile nell’attività di programmazione perché consente, partendo da un’adeguata stratificazione e targeting della popolazione, di monitorare l’evoluzione dei bisogni e di riorientare gli interventi assistenziali. Consente, inoltre, di valutare la coerenza tra risorse
economiche impegnate e servizi erogati. Il terzo Rapporto IRES sull’integrazione dei servizi socio-sanitari parte quindi dalla definizione dei vari target di bisogno, rilevando i punti di forza e le criticità relative ad alcuni asset assistenziali che caratterizzano il percorso di integrazione ospedale -territorio, tentando di definire le caratteristiche del modello organizzativo prevalente nelle diverse A-ULSS del territorio veneto. Con questa nuova Ricerca, avviata nel dicembre 2019 (cioè antecedentemente alla pandemia Covid-19), IRES VENETO vuole dare il proprio contributo all’analisi della filiera socio–sanitaria territoriale del Veneto, attraverso una rilettura del processo di integrazione tra l’ospedale e il territorio, che si fonda su un’analisi dei bisogni e sulla copertura degli stessi, cercando, altresì, di interrogarsi su quali basi, anche metodologiche, sia possibile migliorarne la programmazione dei servizi e, di conseguenza, le condizioni di accessibilità agli stessi, contribuendo così al dibattito sulla corretta rilevazione dei bisogni, sull’utilizzo dei servizi e delle risorse necessari a garantire un sistema sanitario regionale equo, oltre che sostenibile.

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