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Call for abstract. Territori in transizione: la prossimità nella trasformazione digitale

economia e società regionale – sezione monografica del n. 1/2022 coordinata da Roberto Grandinetti (Università di Padova) e Giancarlo Corò (Università Ca’ Foscari di Venezia)

Chi osserva e studia i territori qualunque sia il loro tratto identitario, forte o debole, che li contraddistingue – un distretto industriale o un sistema produttivo regionale, un’area metropolitana o un’area rurale – è portato oggi a confrontarsi con due fenomeni che hanno un forte impatto su tutti questi sistemi: da un lato, la grande velocità di propagazione su scala globale che assumono molti eventi, a cominciare da quello che ha preso forma a fine 2019 nella città cinese di Wuhan e ha portato alla devastante pandemia Covid; dall’altro, la quarta rivoluzione industriale o, per usare un termine più inclusivo nelle sue applicazioni e implicazioni, la trasformazione (transizione) digitale.

Riguardo al primo fenomeno, l’effetto valanga innescato da cambiamenti sia positivi, in particolare determinate innovazioni creatrici di valore, che al contrario negativi, come i focolai epidemici ed altri “cigni neri”, costituisce una dimensione che è diventata strutturale della globalizzazione, mostrando una ennesima sfaccettatura di questo complesso processo. Inevitabilmente, questa condizione impatta sulla produzione del valore e sui territori in cui essa è organizzata. In particolare, la divisione del lavoro realizzata nelle catene globali del valore diventa instabile e questo determina anche la natura fluida, poco affidabile, delle ecologie territoriali di prossimità, rendendo precarie le situazioni sociali, le catene di fornitura e le strategie di reazione dei diversi soggetti in gioco, mettendo di conseguenza in crisi le specializzazioni e relazioni in essere, prodotte dalla storia.

Guardando alla trasformazione digitale, la rete connette in un rapporto di prossimità virtuale conoscenze e soggettività che si collocano a distanza, dal punto di vista della prossimità fisica (lo stesso fenomeno pandemico ha spinto in questa direzione, imponendo nuove esperienze di remote working, didattica a distanza, servizi online, produzione on demand, logistica più leggera e veloce). Chiunque abbia uno smartphone, oggi è in grado di scambiare con altri informazioni o video, in tempo reale e a costo zero, a scala planetaria. Oppure è in grado di organizzare interazioni a distanza anche emotivamente ricche per scambiare idee o fare esperienze condivise con interlocutori solo virtualmente presenti. Dal canto loro, le imprese oggi usano sempre di più le loro informazioni codificate collocandole nel cloud, profilano interlocutori mai conosciuti grazie ad algoritmi capaci di apprendere, e così via (Rullani e Rullani, 2018). I sistemi di intelligenza artificiale entrano nei contesti in cui si produce, si erogano servizi – dai negozi agli ospedali ai musei – e nelle abitazioni delle persone, mentre l’internet-of-things connette questi sistemi (Lazzeretti, 2021). Anche qui è possibile leggere una fase evolutiva nuova del processo di globalizzazione, che da “semplice” infittirsi della trama di movimenti di risorse materiali e immateriali tra i luoghi del mondo diventa l’infosfera di cui parla Floridi (2017), uno spazio analogico-digitale in cui non ha più senso chiedersi se qualcuno è online o offline (l’esempio più immediato lo offre chi guida un’auto seguendo le istruzioni del navigatore che si aggiornano in tempo reale). Dal punto di vista cognitivo, la prossimità cambia senso passando dallo spazio fisico a quello virtuale della vita e della produzione, venendosi a disegnare uno scenario in cui certe distanze si possono superare all’istante e a costo zero, mentre altre rimangono, essendo ancorate al mondo fisico delle merci e delle lavorazioni materiali, ma anche delle esperienze corporee. L’intreccio tra prossimità fisica e prossimità virtuale diventa parte essenziale di un nuovo modo di vivere e di generare valore.

Che cosa diventano i territori a fronte di fenomeni di così vasta portata come quelli descritti? È sufficiente affrontare questo tema di ricerca pensando in termini di resilienza, un concetto mutuato dalla fisica a rappresentare la capacità di un sistema di mantenere il suo stato sotto l’influenza di perturbazioni esterne in modo adattivo (ossia cambiando quanto basta), e applicato alle imprese come pure ai sistemi locali dopo la crisi economico-finanziaria del 2008-09 (Christopherson, Michie e Tyler, 2010)? Oppure bisogna pensare a una capacità innovativa che vada oltre la resistenza adattiva (resilienza) per affrontare una sfida così potente ai tradizionali vantaggi della prossimità fisica? In quest’ottica, le politiche territoriali vanno re-inventate per poter creare un’interazione sostenibile tra il livello locale ed il livello globale? E ancora, i forti e rischiosi investimenti sul futuro che si rendono necessari creeranno una strozzatura evolutiva per cui solo pochi “campioni” nei o tra territori andranno avanti, mentre il resto è destinato al declino o a ingrossare una nuova periferia? Per ragionare su tali quesiti è stato pensato un numero di Economia e Società Regionale dedicato ai “territori in transizione”. Vista la “vocazione” territoriale della rivista, si può pensare che uno o più contributi analizzino la transizione osservando i territori del Nord-Est, cercando di comprendere se essi possano essere ancora considerati un laboratorio cui prestare particolare attenzione, come lo sono stati nel recente passato (Corò e Grandinetti, 2010; Perulli, 2010).

Christopherson S., Michie J. e Tyler P. (2010), Regional resilience: Theoretical and empirical perspectives, Cambridge Journal of Regions, Economy and Society, 3(1), 3–10.

Corò G. e Grandinetti, R. (2010), Frontiere e attori dello sviluppo oltre la crisi: Il laboratorio del Nord Est, Economia e Società Regionale, 28(2), 43–63.

Floridi L. (2017), La quarta rivoluzione: Come l’infosfera sta trasformando il mondo, Milano, Raffaello Cortina Editore.

Lazzeretti R. (2021), L’ascesa della società algoritmica ed il ruolo strategico della cultura, Milano, Franco Angeli.

Perulli P. (a cura di) (2010), Nord regione globale: Il Veneto, Milano, Bruno Mondadori.

Rullani F. e Rullani E. (2018), Dentro la rivoluzione digitale: Per una nuova cultura dell’impresa e del management, Torino, G. Giappichelli Editore.

SCADENZE

Le proposte devono essere redatte come da scheda scaricabile qui e inviate entro il 30 ottobre 2021 all’indirizzo mail: esrcall@gmail.com

I curatori comunicheranno l’esito agli autori e alle autrici delle proposte selezionate entro il 15 novembre 2021

I lavori selezionati dovranno essere consegnati nella versione definitiva entro il 15 febbraio 2022

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